OMNIBUS/2. OK AULA A TEMPESTIVITÀ PER DIAGNOSI E CERTIFICAZIONE DSA
(ACON) Trieste, 21 mag - Tre articoli della Giunta, saliti a
quattro con un emendamento dei consiglieri di Centrodestra che
non subisce alcuna delle modifiche suggerite dal Pd con Manuela
Celotti in primis, e il Capo VII del disegno di legge 79 dedicato
alle politiche per la Salute, di competenza dell'assessore
Riccardo Riccardi, passa i giudizi maggioritari dell'Aula.
In merito alla proposta del Centrodestra - a prima firma del
capogruppo di Fedriga presidente, Mauro Di Bert, e poi via via
quelle degli altri capigruppo e consiglieri di Maggioranza - si
tratta di modifiche alla legge regionale multisettoriale 8/2022
quanto a incremento della capacità diagnostica e certificativa
per i disturbi specifici dell'apprendimento. Si prevede, quindi,
un monitoraggio periodico dei tempi d'attesa, il coinvolgimento
di strutture accreditate e specialisti abilitati a svolgere tale
attività diagnostica e di cui è istituito un elenco regionale.
Sarà poi la Giunta regionale a definire le modalità.
"Lo scopo che ci siamo prefissati è tenere alta l'attenzione su
un tema molto delicato, rafforzare la capacità del sistema
regionale di dare risposte e garantire percorsi più omogenei in
tutto il territorio" ha commentato Carlo Bolzonello (Fp),
aggiungendo che "bisogna evitare la medicalizzazione permanente"
e che "non si indebolisce il pubblico, ma lo si richiama al suo
mandato di governo".
Lucia Buna (Lega), cogliendo l'appunto di Celottti sulla
primogenitura di richieste di intervento per il settore, ha
rammentato di "aver iniziato a mettere in evidenza la
problematica già nel 2024, riscontrata in particolare nel
Pordenonese con tempi per ottenere le certificazioni
neuropsichiatriche e Dsa fino a due anni".
"Valutare la capacità del sistema pubblico di dare risposte è un
passaggio necessario, così come riconoscere che c'è una parte di
queste risposte che può arrivare dal privato sociale, dalle
cooperative sociali", è stato il giudizio di Massimo Moretuzzo
(Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), che ha trovato l'emendamento
"debole dove rimanda a delibere della Giunta; meglio sarebbe
analizzare la cosa in Commissione competente".
E che sia necessario un passaggio nell'organismo consiliare ha
poi detto anche Francesco Martines (Pd), a detta del quale
"l'argomento è ritornato in auge in Consiglio regionale dopo
l'assemblea di Confcooperative, altrimenti non ripartiva. Usciamo
sul tema in maniera unanime, senza che qualcuno faccia il primo
della classe".
Rosaria Capozzi (M5S) si è detta "contraria all'emendamento non
certo per mancanza di sensibilità al tema, perché ci deve essere
una presa in carico di questi ragazzi, ma l'impostazione del mio
partito è che si deve potenziare il sistema pubblico, non accolgo
l'idea di doversi rivolgere al privato accreditato".
Idem per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg): "Dopo la pandemia da
Covid, abbiamo capito l'importanza di un sistema pubblico che va
potenziato".
Facendo presente prima di tutto che "non si tratta di una
disabilità, ma di una fragilità", anche Serena Pellegrino (Avs)
ha tenuto ricordare di "aver presentato una serie di proposte,
per questi ragazzi, per ottenere una diagnosi da fare già a
scuola, quel servizio collaterale che si fa in classe, e mi sono
stati tutti bocciati dal Centrodestra".
Laura Fasiolo (Pd) ha quindi detto che si devono "analizzare la
precocità e il servizio pubblico offerto", mentre il suo
capogruppo, Diego Moretti, ha sottolineato che "i punti
presentati da Celotti semplicemente integrano l'emendamento della
Maggioranza su quanto per noi non sufficientemente chiaro;
portiamo l'argomento in Commissione e costruiamo qualcosa di
trasversale perché tocca tutti".
D'accordo sul fatto che "tocca tutti" Carlo Grilli (Fp), perciò
"auspico l'unanimità su quanto prevede il nostro testo", ha
affermato. E Orsola Costanza (FdI) ha sottolineato l'importanza
che i ragazzi coinvolti siano dotati di strumenti compensativi,
"prima arriviamo all'obiettivo, prima diamo le giuste risposte al
territorio", inoltre "una diagnosi più veloce permetterà di
anticipare la scoperta dei casi di Dsa".
Dell'idea di coinvolgere la Commissione competente è stato anche
il dem Andrea Carli, per il quale "il tema è articolato e la
discussione in Aula limitata, andrebbe approfondito prendendo a
spunto anche da quanto riportato da Confcooperative".
"È ovvio che ci siamo confrontati con Confcooperative sul nostro
testo. Qui non c'è una ricerca di prima genitura, ma solo un
interesse affinché la problematica sia risolta", ha assicurato
l'assessore Riccardi, che ha poi parlato di intervento attraverso
"uno strumento che deve essere coerente con la norma statale,
infatti si fa riferimento tra l'altro alla legge nazionale
170/2010. Il Terzo settore non può essere coinvolto perché
servono requisiti certificati ai fini della responsabilità
sanitaria".
2 - segue
ACON/RCM-fc